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Maria Cristina Franzoni
Estate 2025, Maria Cristina Franzoni presenta il suo libro “La società immatura” a Firenze.
Mi piace fare presentazioni dei libri che scrivo perché è il momento in cui la mia scrittura incontra le persone dal vivo, le loro domande, considerazioni, dubbi o apprezzamenti. E’ stato così anche nell’ultima presentazione che ho fatto subito prima dell’estate alle Casette Verdi, sede di una associazione di quartiere, all’Isolotto, Firenze. Presentavo “La società immatura: il caso Forteto”, in cui tratto di una comunità abusante nelle campagne fiorentine durata più di 35 anni. Parlare di queste cose a Firenze non è cosa facile e specialmente nel Mugello, il bacino territoriale dove si è sviluppato questo fenomeno per poi diffondersi fino anche all’altro capo del mondo paradossalmente come rappresentante di una modalità “innovativa” di costruire un sano rapporto educativo con i giovani e le loro difficoltà. Per questo motivo è stato particolarmente importante e stimolante per me, avere un pubblico fiorentino interessato a conoscere ed approfondire questo argomento. Perché è anche un argomento così poco trattato da essere sconosciuto ai più. Invece l’interesse è stato importante, tante le domande di cui la prima è stata “Ma mi dici subito per favore se questa storia finisce bene?” Non ho potuto confermarglielo purtroppo, ma ho trovato questa domanda molto significativa perché ha espresso un disagio importante che ci accompagna quando dobbiamo misurarci con la degenerazione sociale che si manifesta vicino a noi. E’ infatti anche per questo motivo che certe informazioni non circolano e, soprattutto, anche per questa ragione le situazioni di degrado sociale così diffuse nel nostro mondo si avvantaggiano di una altrettanto diffusa omertà e cecità silenziosa. Cioè vicende come il Forteto possono vivere intoccate per 35 anni anche grazie alla apparente accettazione indifferente con cui viene circondata. Ma quella presentazione è stata una occasione interessante anche per me personalmente, perché mi ha permesso di costruire una logica dialettica in cui ho potuto ricostruire tra passato, presente e futuro, gli elementi di continuità di quelle vicende. Perché la vicenda Forteto replica intorno e oltre, le proprie modalità manipolative di bambini e persone fragili certo, ma anche di adulti generalmente considerati benpensanti e ben collocati socialmente. E’ stato poi molto piacevole ricevere il riconoscimento di alcuni presenti anche attraverso delle e-mail e questo dialogo più interno, mi ha infine convinto della necessità di approfondire ulteriormente questi argomenti magari attraverso una nuova scrittura.