Samuele Pulze

Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare 2026: dai Dati alle Soluzioni.

A cura del Ten. Col. RT CC (vet) Samuele Pulze, Capo della 3^ Sezione “Sicurezza Alimentare” del Servizio per la Veterinaria del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri.

Il prossimo 7 giugno si celebra la settima edizione della Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare (World Food Safety Day), promossa, in forma congiunta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO).

Nel corrente anno, l’evento assume una rilevanza cruciale, in funzione, soprattutto, della pubblicazione e comunicazione dei dati globali aggiornati sulle MTA (Malattie a Trasmissione Alimentare); infatti, con oltre 600 milioni di persone che, ogni anno, contraggono stati patologici a causa dell’assunzione e del consumo di alimenti contaminati, l’obiettivo per il corrente anno può riassumersi nel motto “passare dalla consapevolezza del problema all’azione concreta”.

In particolare, il focus di quest’anno (“From burden to solutions – safe food everywhere”) si incardina sull’uso della scienza e dell’elaborazione dei dati disponibili, al fine di veicolare le decisioni politiche, aziendali e personali del caso; forse per la prima volta, le stime aggiornate dell’OMS offrono una mappa interattiva e dettagliata dei rischi a livello nazionale, evidenziando non solo quanto il cibo non sicuro, secondo i criteri di cui allo storico Reg. CE 178/2002, pesi sulla nostra società, ma, soprattutto, dove e come sia necessario intervenire in modo mirato ed economicamente sostenibile, secondo una visione sempre più radicata secondo un approccio One Health, che inquadra la Sicurezza Alimentare quale pilastro della salute pubblica, dell’economia e della fiducia dei consumatori.

Per rispondere al binomio “Dati + Soluzioni”, si riportano, a seguire, tre modi originali per fare la differenza, in funzione del ruolo specifico:

  • per il comune cittadino, il c.d. “Data-Storytelling” domestico, che, piuttosto che avvalersi dei soliti consigli generici, sfrutta i dati della quotidianità del singolo individuo e/o della mappa OMS per proporre un’azione divulgativa;
  • per gli Operatori del Settore Alimentare (OSA) portatori di interessi, la “trasparenza dietro le quinte”, fondata sugli standard del Codex Alimentarius;
  • per le comunità, l’Hackathon delle Soluzioni Locali, secondo cui la Sicurezza Alimentare si impara da piccoli e si applica sul territorio.

Trasversalmente a quanto esposto, corre il principio fondante della tutela del consumatore: in un mercato globale sempre più complesso, la Sicurezza si misura non più esclusivamente in termini microbiologici, quanto, piuttosto, sulla reale e concreta capacità di garantire al cittadino i diritti fondamentali della tracciabilità e della leale informazione, la cui tutela è stata giuridicamente ribadita e rafforzata, a livello nazionale, dall’entrata in vigore, in data 29 maggio 2026, della specifica Legge 21 aprile 2026, n. 75. Il diritto a un’informazione corretta e trasparente è sancito da normative ormai consolidate (quali il Reg. UE 1169/2011), ma nel quotidiano la sfida si è spostata sul piano digitale e della sostenibilità: in tale ottica, l’aggettivo “leale” assume la connotazione di una informazione che non trae in inganno il consumatore sulle reali caratteristiche del prodotto, sui suoi elementi costitutivi/nutrizionali e/o sulla sua reale impronta ecologica.

L’altro elemento duale è costituito dalla tracciabilità, quale “carta d’identità digitale” dei prodotti alimentari, che consente di ricostruirne la storia, attraverso ciascuna delle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione, nonché di garantirne un efficace sistema di richiamo/ritiro in caso di sospetta o conclamata inidoneità al consumo umano, con riferimento ai requisiti di cui al citato Reg. CE 178/2002.

Nel 2026, un cibo può definirsi realmente “sicuro” solamente qualora la sua storia sia caratterizzata dalla trasparenza e, contestualmente, il consumatore sia messo nella condizione di esercitare scelte libere, informate e consapevoli; pertanto, per strutturare un modello di prevenzione moderno, efficiente e orientato alla leale informazione, l’approccio deve evolvere da un “sistema di controlli a valle” sul prodotto confezionato e pronto al consumo,  a un modello di natura predittiva e proattiva, alimentato da dati oggettivi e sostenuto dall’Intelligenza Artificiale e dalle New Technologies, fondato sull’architettura strategica sostenuta dai sottoelencati 4 pilastri di nuova generazione:

  1. monitoraggio predittivo

il core della prevenzione moderna consiste nell’anticipare il rischio prima del suo manifestarsi lungo la filiera:

  • sensori IoT e “Smart Packaging”: l’impiego di sensori di temperatura, d’umidità e di gas (quali l’azoto o l’anidride carbonica) integrati nei container o nei pallet, consente un monitoraggio in tempo reale della c.d. catena del freddo;
  • algoritmi di IA per il rischio meteo-climatico, funzionali all’analisi dei dati storici e delle previsioni meteo, al fine di prevedere il rischio di tossine e/o di parassiti nelle colture, consentendo ai produttori di pianificare i raccolti e di intensificare i controlli mirati in una fase antecedenteallo stoccaggio;
  • tracciabilità immutabile

la prevenzione passa attraverso il passaggio obbligato della certezza del dato:

  • blockchain per l’anticontraffazione:registrare ogni passaggio della filiera su un registro decentralizzato impedisce la falsificazione dei dati di origine e, sul piano dell’etichettatura, viene validato da un processo matematico non alterabile;
  • richiamo mirato e ultra-rapido: in caso di contaminazione di matrice microbiologica, l’IA incrocia i dati della Blockchain, individuando quasi istantaneamente lo specifico lotto interessato, nonchè i relativi punti vendita in cui lo stesso è stato distribuito; in questo modo, si passa da onerosi ritiri di massa a interventi letteralmente chirurgici, in grado di ridurre sia il rischio per il consumatore, sia l’aspetto, sempre più stringente e normativamente vincolato, dello spreco alimentare;
  • controllo qualità automatizzato

l’errore umano in fase di selezione e di controllo visivo delle materie prime subisce un drastico ridimensionamento, grazie all’ispezione ottica avanzata: telecamere dotate di sistemi di Computer Vision e di IA analizzano i prodotti sulle linee di produzione e sono in grado di scartare in tempistiche istantanee un prodotto non conforme, anche in relazione a vizi praticamente impercettibili ad occhio nudo;

  • etichettatura dinamica e trasparenza c.d. “algoritmica”

la prevenzione viene estesa alle fasi dell’acquisto e del consumo domestico, tutelando il consumatore da informazioni che potrebbero essere caratterizzate dall’obsolescenza:

  • QR Code dinamici ed etichette intelligenti: sostituzione delle scadenze fisse (quali “da consumarsi entro” o “da consumarsi preferibilmente entro”) con inchiostri reattivi o QR code correlati al reale stato di conservazione del prodotto di interesse: qualora il cibo sia stato conservato perfettamente, l’etichetta è in grado di segnalarlo, prevenendo il potenziale effetto di spreco alimentare; se la derrata ha subito uno shock termico, il consumatore viene avvisato anche nel caso in cui la data di scadenza sia ancora temporalmente lontana;
  • IA contro le fake-news in etichetta: algoritmi di elaborazione del linguaggio naturale (NLP) utilizzabili da parte delle Autorità preposte al Controllo Ufficiale, al fine di scansionare le informazioni in etichetta e i claim pubblicitari sul web, intercettando in modo automatico diciture ingannevoli, omissioni di ingredienti allergenici e/o diciture non conformi rispetto alla specifica normativa comunitaria e nazionale vigente.

 Un modello strutturato e conformato sui predetti pilastri appare in grado di concretizzare il passaggio epocale della Sicurezza Alimentare da un sistema “reattivo” a un ecosistema “predittivo”, con i discendenti benefici effetti di trasparenza nei confronti del terminale “consumatore”.

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